<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>social media Archivi &#8212; Pabli</title>
	<atom:link href="https://pabli.it/tag/social-media/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://pabli.it/tag/social-media/</link>
	<description>Insieme alla PA</description>
	<lastBuildDate>Tue, 24 Aug 2021 13:29:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>

<image>
	<url>https://pabli.it/wp-content/uploads/2021/01/cropped-cc-icon-32x32.png</url>
	<title>social media Archivi &#8212; Pabli</title>
	<link>https://pabli.it/tag/social-media/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Pubblica Amministrazione e Twitter: come e perché usarlo?</title>
		<link>https://pabli.it/pubblica-amministrazione-twitter-come-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariasole Vadalà]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 15:32:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pabli.it/?p=655</guid>

					<description><![CDATA[<p>Raggiungere un pubblico ampio, confrontarsi con realtà simili, comunicare eventi e criticità. Twitter è lo strumento giusto per portare la propria PA in una dimensione diversa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://pabli.it/pubblica-amministrazione-twitter-come-perche/">Pubblica Amministrazione e Twitter: come e perché usarlo?</a> proviene da <a href="https://pabli.it">Pabli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Twitter è un social media molto interessante poiché a differenza di altri tra cui Facebook, <a href="https://pabli.it/pubblica-amministrazione-facebook-come-perche/">di cui abbiamo parlato qualche settimana fa</a>, che si fondano sulla gestione dei rapporti tra le persone che lo frequentano, permette di parlare ad <strong>un pubblico ben più ampio attraverso i Trending Topic</strong>. Questi ultimi, di cui l’acronimo è TT, sono stati introdotti nel 2010 proprio da Twitter all’interno di un box che segnala in tempo reale i i 10 più utilizzati. In un primo momento si trattava di argomenti a livello mondiali, poi nel 2012 sono state introdotte le tendenze in base alla geolocalizzazione. Se riusciamo a maneggiare adeguatamente le tendenze il nostro pubblico si amplia a dismisura.</p>



<p>Dunque basta un clic per rendere i propri contenuti accessibili a tutti, ma a tutti davvero. Qui infatti è possibile seguire chiunque e, al contempo, essere seguiti da chiunque.</p>



<p>Su Twitter è meglio evitare di rivolgersi in modo troppo autoreferenziale, bisogna essere disponibili al confronto costante. Richiede impegno seguire un account seriamente, bisogna essere disponibili a <strong>rivedere il proprio piano editoriale in corsa</strong> in base a ciò che accade. Per questo consigliamo un <strong>presidio costante e un monitoraggio vigile</strong>, in modo da diluire i propri contenuti nell’arco della giornata evitando di concentrarli in poche ore.</p>



<p>Twitter è lo strumento giusto per <strong>seguire eventi e criticità in tempo reale</strong>, è lo strumento con cui comunicano il mondo dell’informazione ed è proprio per questo che i protagonisti della Pubblica Amministrazione devono esserci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’importanza di costruire una community</h2>



<p>Ci sono due differenti livelli di community digitale ed è di fondamentale importanza prestare attenzione a costruire <strong>r</strong>elazioni solide e durature.</p>



<p>La PA in questione deve aspirare a costruire una <strong>community di primo livello</strong> rappresentata da coloro che sono coinvolti in modo diretto nell’attività pubblica: enti locali e territoriali, società partecipate, associazioni ma anche cittadini coinvolti in modo attivo e interessati alla gestione della cosa pubblica.</p>



<p>Se questi soggetti, una volta menzionati e gratificati pubblicamente, interagiscono con i nostri tweet ci permettono di comunicare con la <strong>community di secondo livello</strong> che è composta da coloro che seguono chi ci segue.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Azioni importanti da compiere e tenere a mente</h2>



<h4 class="wp-block-heading">1. Utilizzare le menzioni</h4>



<p>Per farlo è sufficiente premettere la chiocciolina (@) al nome dell’account da coinvolgere. Si può fare a prescindere dal fatto di essere seguiti o seguire quel determinato account. La citazione invia una notifica automatica all’account menzionato. Solitamente l’account citato tende a<strong> retwittare il messaggio per renderlo virale</strong>.2. </p>



<h4 class="wp-block-heading">2. Usare gli hashtag</h4>



<p>È utile per inserire in delle categorie i propri tweet rendendosi così visibili a chi è interessato a quell’argomento specifico.</p>



<h4 class="wp-block-heading">3. Strutturare in liste</h4>



<p>È il modo giusto per filtrare gli account più interessanti in base all’argomento trattato (<a href="https://help.twitter.com/it/using-twitter/twitter-lists" target="_blank" rel="noreferrer noopener">maggiori informazioni sulla creazione</a>). Ci sono alcuni limiti da rispettare e da ricordare:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>1000 liste per account</li><li>5000 account per lista</li><li>I nomi delle liste non possono superare i 25 caratteri</li><li>I nomi delle liste non possono iniziare con un numero</li></ul>



<h4 class="wp-block-heading">4. Monitorare Analytics</h4>



<p>Twitter ci mette a disposizione tutta una serie di dati utilissimi che ci permettono di capire come stiamo agendo con il nostro account. <strong>Per accedere a queste metriche</strong> basta cliccare sull&#8217;immagine del profilo e nel menu a tendina la voce Analytics. Qui si può scoprire l&#8217;andamento dell&#8217;account negli ultimi 28 giorni in base alla nostra attività: i tweet pubblicati, le  loro visualizzazioni, le visite al profilo, le menzioni e i follower. Dopo l&#8217;analisi del prospetto è possibile <strong>rimodulare il proprio piano editoriale</strong> concentrandosi sui tweet che hanno ottenuto maggiore successo.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Pubblica Amministrazione e Twitter possono essere uno splendido connubio, provare per credere! E se vuoi migliorare la presenza online del tuo ente e hai bisogno di aiuto <a href="https://pabli.it/settore/comunicazione/">dai un&#8217;occhiata ai nostri servizi</a>.</h5>
<p>L'articolo <a href="https://pabli.it/pubblica-amministrazione-twitter-come-perche/">Pubblica Amministrazione e Twitter: come e perché usarlo?</a> proviene da <a href="https://pabli.it">Pabli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pubblica Amministrazione e Facebook: come e perché usarlo?</title>
		<link>https://pabli.it/pubblica-amministrazione-facebook-come-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariasole Vadalà]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2021 08:04:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pabli.it/?p=609</guid>

					<description><![CDATA[<p>Facebook può essere utilizzato, e molto spesso già lo è, come Social Customer Desk perché è uno strumento gratuito e accessibile a tutti. È il giusto mezzo per far sentire i cittadini vicini alla PA.</p>
<p>L'articolo <a href="https://pabli.it/pubblica-amministrazione-facebook-come-perche/">Pubblica Amministrazione e Facebook: come e perché usarlo?</a> proviene da <a href="https://pabli.it">Pabli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I social media in generale, Facebook in particolare, supportano la Pubblica Amministrazione nel portare a termine la sua missione principe: la soddisfazione del cittadino (<a href="https://pabli.it/comunicazione-funzione-pubblica/">abbiamo già parlato della comunicazione come funzione pubblica</a>).</p>



<p>Non essere ancora sui social o esserlo in modo poco costante e strategico rappresenta un’occasione persa che in passato potevamo soltanto sognarci: la possibilità di creare un dialogo semplice, rapido, efficace, costruito ad hoc sul cittadino.</p>



<p>Che ci piaccia o no oggi Facebook è <strong>il principale motore di ricerca usato dagli utenti</strong>, ma non solo, è anche <strong>un’enorme banca dati in continuo aggiornamento</strong>. Avere la possibilità di segmentare il pubblico consegna alla PA uno strumento davvero prezioso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma cosa deve fare un comune per muovere i primi passi su Facebook?</h2>



<h4 class="wp-block-heading">1. Creare una pagina ufficiale</h4>



<p>Ci sono vari motivi per cui scegliere la pagina ufficiale per la propria presenza su questo social. Il primo è che le pagine sono verificate ovvero <strong>certificano l’autenticità di una fonte</strong> e in automatico migliorano il suo posizionamento.</p>



<p>La pagina ufficiale Facebook, a livello di organizzazione dei ruoli degli operatori che la gestiscono, è la soluzione migliore perché <strong>consente di creare profili diversi</strong> per ciascuna risorsa:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Amministratore: offre un accesso totale alla possibilità di apportare modifiche a una Pagina.</li><li>Editor: consente di fare tutto tranne la gestione dei ruoli nella Pagina e delle impostazioni.</li><li>Moderatore: può inviare messaggi e rispondere ai commenti a nome della Pagina.</li><li>Inserzionista: può solo creare inserzioni e visualizzare i dati statistici.</li><li>Analista: può solo vedere i dati statistici e chi ha pubblicato contenuti su una Pagina.</li><li>Responsabile delle offerte di lavoro: può pubblicare posizioni di lavoro aperte e gestire le candidature.</li></ul>



<p>La pagina ufficiale, inoltre, consente di <strong>programmare contenuti seguendo il proprio PED</strong> (piano editoriale), il calendario di contenuti che si redige mensilmente (o almeno così si dovrebbe fare) per toccare e approfondire tutti gli argomenti ritenuti importanti.</p>



<p>&nbsp;Infine creare una pagina ufficiale permette di <strong>essere conforme ai Termini di servizio</strong> del social media in questione e alle Linee guida per la Pubblica Amministrazione.</p>



<h4 class="wp-block-heading">2. Utilizzare i chatbot</h4>



<p>Non sono altro che <strong>risponditori automatici</strong> che possono sostenere conversazioni digitali e agevolare la comunicazione con il cittadino. L’utilizzo di chatbot è un vero toccasana per la PA perché consente di dare una tregua alla redazione nel caso di enti grandi oppure all’operatore preposto alla gestione dei social media al di fuori dell&#8217;orario lavorativo. </p>



<h4 class="wp-block-heading">3. Scegliere pochi ma buoni hashtag</h4>



<p>Utilizzare degli hashtag specifici, possibilmente pochi, serve <strong>a convogliare tutti i post sotto un argomento unico</strong> e a coinvolgere attivamente nuovi potenziali utenti interessati a quello specifico contenuto.</p>



<h4 class="wp-block-heading">4. Programmare delle inserzioni a pagamento</h4>



<p>Come qualsiasi altra “Azienda, organizzazione o istituzione” il comune può sponsorizzare dei contenuti per raggiungere uno degli obiettivi che ci mette a disposizione il Business Manager di Facebook:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Notorietà (notorietà del brand, copertura);</li><li>Considerazione (traffico, interazione, installazioni dell’app, visualizzazioni del video, generazioni di contatti, messaggi);</li><li>Conversione (conversioni, vendita dei prodotti del catalogo, traffico nel punto vendita).</li></ul>



<p>Certamente il nostro contenuto sponsorizzato ci permetterà di raggiungere pubblici nuovi oppure i nostri follower per cui siamo diventati invisibili da un po’.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa non fare nella gestione della pagina del proprio comune</h2>



<h4 class="wp-block-heading">1. Evitare la gestione alla carlona</h4>



<p>La pagina non può essere gestita da una persona qualsiasi, tantomeno dal primo che mette piede in comune. Ci sono professionisti che hanno studiato anni per imparare a creare contenuti e ad interagire con il pubblico nel giusto modo. Dunque è <strong>sconsigliato affidare questo prezioso ruolo a persone che non conoscono il mondo della comunicazione</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading">2. Non scrivere post eccessivamente lunghi e complicati</h4>



<p>Il nostro <strong>occhio non legge interamente i post</strong> ma scandaglia velocemente i contenuti, rimbalzando da un elemento all’altro e soffermandosi sugli elementi grafici e sugli incipit testuali. Inoltre è sempre consigliato comunicare in modo chiaro secondo quanto previsto dalla <a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/24-10-2005/direttiva-materia-di-semplificazione-del-linguaggio" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Direttiva in materia di semplificazione del linguaggio</a>.</p>



<h4 class="wp-block-heading">3. Preferire l’empatia</h4>



<p>Dare voce alla Pubblica Amministrazione non significa parlare in modo freddo e formale ma piuttosto <strong>avere la capacità di valutare il tono di voce</strong> da utilizzare in base alle situazioni. Non bisogna riportare tutto ciò che è scritto nel sito ufficiale dell’ente ma piuttosto rielaborarlo e, in caso di necessità, creare contenuti empatici in cui il cittadino si possa ritrovare e che dunque condivida con piacere con i propri contatti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">4. Individuare delle belle immagini</h4>



<p>Le grafiche a corredo del post devono essere ingaggianti. I contenuti preparati dall’ufficio stampa vanno rielaborati, non vanno pubblicati gli screenshot dei comunicati che risultano illeggibili e poco attraenti. È sicuramente meglio <strong>riassumere in poche righe</strong> le comunicazioni del sindaco su grafiche colorate per ottenere più interazioni.</p>



<p>Per concludere, oggi non possiamo immaginare un mondo senza i social media e non si tornerà indietro, anzi è molto probabile che il fenomeno in futuro si acuisca.</p>



<p>La Pubblica Amministrazione non può pensare di restare qualche passo indietro, deve recuperare il tempo perso e iniziare l’irrimandabile transizione verso l’uso di questi strumenti indispensabili. Dunque dopo aver aperto una pagina ufficiale con un nome facilmente identificabile (Comune di nomedelcomune) deve definire la strategia e il relativo piano editoriale, presidiare la pagina, ascoltare e rispondere alle richieste che provengono dai cittadini.</p>



<p>Con il tempo si creerà un rapporto di fiducia con la comunità davvero imprescindibile.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Se cerchi supporto e consulenza in questa transizione, <a href="https://pabli.it/contatti/">RACCONTACI LA TUA STORIA!</a>, se invece vuoi qualche consiglio segui la nostra nuova pagina instagram <a href="https://www.instagram.com/comunica.pa/">Comunica PA</a>.</h5>
<p>L'articolo <a href="https://pabli.it/pubblica-amministrazione-facebook-come-perche/">Pubblica Amministrazione e Facebook: come e perché usarlo?</a> proviene da <a href="https://pabli.it">Pabli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando la comunicazione diventa una funzione pubblica</title>
		<link>https://pabli.it/comunicazione-funzione-pubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariasole Vadalà]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2021 08:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[siti web]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://dev.pabli.it/?p=252</guid>

					<description><![CDATA[<p>Riconoscere l'importanza della comunicazione pubblica consente di ridurre le barriere e le distanze tra cittadini e istituzioni, garantendo possibilità di vicinanza e di dialogo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://pabli.it/comunicazione-funzione-pubblica/">Quando la comunicazione diventa una funzione pubblica</a> proviene da <a href="https://pabli.it">Pabli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <a href="https://www.camera.it/parlam/leggi/00150l.htm" data-type="URL" data-id="https://www.camera.it/parlam/leggi/00150l.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Legge 7 giugno 2000, n. 150</a>, &#8220;Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni&#8221; e il successivo regolamento attuativo (DPR n. 422/2001) forniscono per la prima volta una cornice normativa alla comunicazione pubblica, rifacendosi agli stessi principi che ispirano le riforme della PA: <strong>trasparenza ed efficacia amministrativa</strong>.</p>



<p>Vengono così individuate diverse strutture e figure professionali:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>L’<strong>Ufficio Relazioni con il Pubblico</strong> per la gestione delle attività di comunicazione;</li><li>L’<strong>ufficio stampa</strong> per le competenze relative alla comunicazione e divulgazione delle informazioni nei confronti dei media;</li><li>Il<strong> portavoce</strong> è la figura che supporta l’amministrazione pubblica nei rapporti di carattere politico-istituzionale con gli organi di informazione (motivo per cui per tutta la durata dell’incarico non può esercitare alcuna attività nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, della stampa e delle relazioni pubbliche).</li></ul>



<p>Tutta l’amministrazione comunica attraverso gli elementi che la costituiscono, secondo il <strong>piano di comunicazione</strong> che la Pa deve predisporre per raggiungere gli obiettivi di efficienza ed efficacia.</p>



<p>La comunicazione è dunque sia <strong>specialistica</strong>, gestita dai professionisti chiamati espressamente ad occuparsene, sia <strong>diffusa</strong> esercitata dai dipendenti che devono essere resi consapevoli della valenza comunicativa della propria attività.</p>



<p>Negli ultimi anni con le numerose riforme si è dunque delineato un <strong>nuovo modello di Pa</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>aperta</li><li>trasparente</li><li>partecipata</li><li>digitale</li></ul>



<p>Il cittadino non è più amministrato in chiave gerarchica ma soggetto attivo da coinvolgere costantemente e con cui <strong>rapportarsi su base paritaria</strong>. La Pubblica Amministrazione ha necessità di trovare l’interazione con l’amministrato e per farlo deve imparare a comunicare con lo stesso. Il cittadino può esercitare i suoi diritti anche grazie a questa nuova funzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali fattori ostacolano ancora la comunicazione pubblica in Italia?</h2>



<p>Ci sono diversi fattori che ritardano questa conversione necessaria:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>La scarsa cultura della comunicazione che permea le Pa;</li><li>La complessità del linguaggio adottato: dal politichese al burocratese;</li><li>La complessità e le lungaggini che ancora caratterizzano le procedure amministrative;</li><li>La scarsità di risorse finanziarie e umane.</li></ul>



<p>Serve un <strong>passaggio culturale e organizzativo</strong> che spesso non è allineato all’attuale sistema della pubblica amministrazione.</p>



<p>Anche se è doveroso sottolineare quanto il 2020 abbia cambiato le modalità di lavoro del comunicatore pubblico, aprendo le amministrazioni pubbliche a nuove esperienze che hanno ridotto le distanze dalla rivoluzione che è in atto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I siti istituzionali</h2>



<p>La comunicazione istituzionale online è prevista dalla Legge 150 del 2000 e negli ultimi anni i siti web sono diventati il <strong>principale front office dell’ente</strong>.</p>



<p>Il Codice dell’Amministrazione Digitale è un testo unico che riunisce e organizza le norme riguardanti l’informatizzazione della Pubblica Amministrazione nei rapporti con i cittadini e le imprese. Il Cad stabilisce <strong>l’obbligo per le Pa di strutturare siti istituzionali</strong> che rispettino le seguenti caratteristiche:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Accessibilità</li><li>Elevata usabilità e reperibilità anche da parte delle persone disabili;</li><li>Completezza di informazione;</li><li>Chiarezza di linguaggio;</li><li>Affidabilità;</li><li>Semplicità di consultazione;</li><li>Qualità, omogeneità e interoperabilità.</li></ul>



<p>Al fine di adempiere agli obblighi previsti è stata anche <strong>inserita l’Amministrazione trasparente</strong> per rendere possibile il controllo diffuso delle attività pubbliche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I social media</h2>



<p>Questi strumenti di nascita recente hanno cambiato le sorti della comunicazione istituzionale, inserendola in una dimensione nuova: <strong>in tempo reale, interattiva ed economica</strong>. Sono velocemente diventati un mezzo di informazione, di scambio e di formazione delle opinioni.</p>



<p>È bene sottolineare che non esiste un obbligo normativo sull’utilizzo dei social media da parte delle pubbliche amministrazioni, ma il loro utilizzo è di fondamentale importanza per realizzare e garantire trasparenza.</p>



<p>Se i social media vengono utilizzati correttamente da professionisti che conoscono i linguaggi e gli strumenti, con essi prende forma <strong>l’amministrazione aperta, collaborativa e partecipata</strong> in continuo dialogo con i suoi cittadini.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Offriamo <a href="https://pabli.it/settore/comunicazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">diversi servizi</a> in questo settore, contattaci!</h5>
<p>L'articolo <a href="https://pabli.it/comunicazione-funzione-pubblica/">Quando la comunicazione diventa una funzione pubblica</a> proviene da <a href="https://pabli.it">Pabli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
