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	<title>Comunicazione Archivi &#8212; Pabli</title>
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	<description>Insieme alla PA</description>
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	<title>Comunicazione Archivi &#8212; Pabli</title>
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		<title>Pubblica Amministrazione e Twitter: come e perché usarlo?</title>
		<link>https://pabli.it/pubblica-amministrazione-twitter-come-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariasole Vadalà]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 15:32:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Raggiungere un pubblico ampio, confrontarsi con realtà simili, comunicare eventi e criticità. Twitter è lo strumento giusto per portare la propria PA in una dimensione diversa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://pabli.it/pubblica-amministrazione-twitter-come-perche/">Pubblica Amministrazione e Twitter: come e perché usarlo?</a> proviene da <a href="https://pabli.it">Pabli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Twitter è un social media molto interessante poiché a differenza di altri tra cui Facebook, <a href="https://pabli.it/pubblica-amministrazione-facebook-come-perche/">di cui abbiamo parlato qualche settimana fa</a>, che si fondano sulla gestione dei rapporti tra le persone che lo frequentano, permette di parlare ad <strong>un pubblico ben più ampio attraverso i Trending Topic</strong>. Questi ultimi, di cui l’acronimo è TT, sono stati introdotti nel 2010 proprio da Twitter all’interno di un box che segnala in tempo reale i i 10 più utilizzati. In un primo momento si trattava di argomenti a livello mondiali, poi nel 2012 sono state introdotte le tendenze in base alla geolocalizzazione. Se riusciamo a maneggiare adeguatamente le tendenze il nostro pubblico si amplia a dismisura.</p>



<p>Dunque basta un clic per rendere i propri contenuti accessibili a tutti, ma a tutti davvero. Qui infatti è possibile seguire chiunque e, al contempo, essere seguiti da chiunque.</p>



<p>Su Twitter è meglio evitare di rivolgersi in modo troppo autoreferenziale, bisogna essere disponibili al confronto costante. Richiede impegno seguire un account seriamente, bisogna essere disponibili a <strong>rivedere il proprio piano editoriale in corsa</strong> in base a ciò che accade. Per questo consigliamo un <strong>presidio costante e un monitoraggio vigile</strong>, in modo da diluire i propri contenuti nell’arco della giornata evitando di concentrarli in poche ore.</p>



<p>Twitter è lo strumento giusto per <strong>seguire eventi e criticità in tempo reale</strong>, è lo strumento con cui comunicano il mondo dell’informazione ed è proprio per questo che i protagonisti della Pubblica Amministrazione devono esserci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’importanza di costruire una community</h2>



<p>Ci sono due differenti livelli di community digitale ed è di fondamentale importanza prestare attenzione a costruire <strong>r</strong>elazioni solide e durature.</p>



<p>La PA in questione deve aspirare a costruire una <strong>community di primo livello</strong> rappresentata da coloro che sono coinvolti in modo diretto nell’attività pubblica: enti locali e territoriali, società partecipate, associazioni ma anche cittadini coinvolti in modo attivo e interessati alla gestione della cosa pubblica.</p>



<p>Se questi soggetti, una volta menzionati e gratificati pubblicamente, interagiscono con i nostri tweet ci permettono di comunicare con la <strong>community di secondo livello</strong> che è composta da coloro che seguono chi ci segue.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Azioni importanti da compiere e tenere a mente</h2>



<h4 class="wp-block-heading">1. Utilizzare le menzioni</h4>



<p>Per farlo è sufficiente premettere la chiocciolina (@) al nome dell’account da coinvolgere. Si può fare a prescindere dal fatto di essere seguiti o seguire quel determinato account. La citazione invia una notifica automatica all’account menzionato. Solitamente l’account citato tende a<strong> retwittare il messaggio per renderlo virale</strong>.2. </p>



<h4 class="wp-block-heading">2. Usare gli hashtag</h4>



<p>È utile per inserire in delle categorie i propri tweet rendendosi così visibili a chi è interessato a quell’argomento specifico.</p>



<h4 class="wp-block-heading">3. Strutturare in liste</h4>



<p>È il modo giusto per filtrare gli account più interessanti in base all’argomento trattato (<a href="https://help.twitter.com/it/using-twitter/twitter-lists" target="_blank" rel="noreferrer noopener">maggiori informazioni sulla creazione</a>). Ci sono alcuni limiti da rispettare e da ricordare:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>1000 liste per account</li><li>5000 account per lista</li><li>I nomi delle liste non possono superare i 25 caratteri</li><li>I nomi delle liste non possono iniziare con un numero</li></ul>



<h4 class="wp-block-heading">4. Monitorare Analytics</h4>



<p>Twitter ci mette a disposizione tutta una serie di dati utilissimi che ci permettono di capire come stiamo agendo con il nostro account. <strong>Per accedere a queste metriche</strong> basta cliccare sull&#8217;immagine del profilo e nel menu a tendina la voce Analytics. Qui si può scoprire l&#8217;andamento dell&#8217;account negli ultimi 28 giorni in base alla nostra attività: i tweet pubblicati, le  loro visualizzazioni, le visite al profilo, le menzioni e i follower. Dopo l&#8217;analisi del prospetto è possibile <strong>rimodulare il proprio piano editoriale</strong> concentrandosi sui tweet che hanno ottenuto maggiore successo.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Pubblica Amministrazione e Twitter possono essere uno splendido connubio, provare per credere! E se vuoi migliorare la presenza online del tuo ente e hai bisogno di aiuto <a href="https://pabli.it/settore/comunicazione/">dai un&#8217;occhiata ai nostri servizi</a>.</h5>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>App IO: al via la consultazione pubblica delle Linee guida</title>
		<link>https://pabli.it/app-io-linee-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariasole Vadalà]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2021 14:25:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[app io]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pabli.it/?p=617</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal 3 maggio al 2 giugno 2021 i soggetti destinatari della consultazione pubblica promossa da AgID possono inviare i propri contributi e suggerimenti sulle Linee guida relativamente al Punto di accesso telematico.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da ieri – lunedì 3 maggio 2021 &#8211; è possibile consultare le Linee guida per il Punto di accesso telematico ai servizi della Pubblica Amministrazione, l&#8217;ormai nota app IO.</p>



<p>Le stesse sono state descritte con la <a href="https://pabli.it/wp-content/uploads/2021/05/Determina-352-2021-Linee-guida-app-IO.pdf">Determinazione n. 352/2021</a> e sono redatte ai sensi dell’art. 64-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 recante il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD).</p>



<p>I risultati di questa consultazione pubblica saranno presi in considerazione dalla Agenzia per l’Italia Digitale per la redazione del testo definitivo delle Linee guida.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Soggetti destinatari</h2>



<p>Le presenti Linee guida sono destinate ai soggetti di cui all’articolo 2, comma 2 del CAD:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel rispetto del riparto di competenza di cui all’articolo 117 della Costituzione, ivi comprese le autorità di sistema portuale, nonché alle autorità amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione;</li><li>i gestori di servizi pubblici, ivi comprese le società quotate, in relazione ai servizi di pubblico interesse;</li><li>le società a controllo pubblico, come definite nel decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, escluse le società quotate di cui all’articolo 2, comma 1, lettera p), del medesimo decreto che non rientrino nella categoria di cui alla lettera b).</li></ul>



<p>I soggetti destinatari della consultazione sono gli stessi che, in conformità delle Linee guida, rendono fruibili i propri servizi in rete tramite il Punto di accesso telematico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivo</h2>



<p>Le Linee guida relativamente al Punto di accesso telematico di cui all’articolo 64-bis del CAD individuano:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>i principi adottati dal Gestore e dai soggetti destinatari;</li><li>l’architettura logica del Punto di accesso telematico e l’insieme di funzionalità per la realizzazione dei servizi in rete;</li><li>le integrazioni realizzate dal Punto di accesso telematico;</li><li>il modello di governance del Punto di accesso telematico;</li><li>le disposizioni in materia di sicurezza e protezione dei dati personali.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Modalità di partecipazione</h2>



<p>Le Linee guida sono pubblicate su <a href="https://docs.italia.it/AgID/documenti-in-consultazione/lg-io-docs/it/bozza/index.html">Docs Italia</a> ed è possibile commentarle su <a href="https://forum.italia.it/c/documenti-in-consultazione/lg-per-accesso-telematico-ai-servizi-della-pa/82">Forum Italia</a>. È possibile inviare suggerimenti e contributi fino al 02/06/2021.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pubblica Amministrazione e Facebook: come e perché usarlo?</title>
		<link>https://pabli.it/pubblica-amministrazione-facebook-come-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariasole Vadalà]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2021 08:04:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pabli.it/?p=609</guid>

					<description><![CDATA[<p>Facebook può essere utilizzato, e molto spesso già lo è, come Social Customer Desk perché è uno strumento gratuito e accessibile a tutti. È il giusto mezzo per far sentire i cittadini vicini alla PA.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I social media in generale, Facebook in particolare, supportano la Pubblica Amministrazione nel portare a termine la sua missione principe: la soddisfazione del cittadino (<a href="https://pabli.it/comunicazione-funzione-pubblica/">abbiamo già parlato della comunicazione come funzione pubblica</a>).</p>



<p>Non essere ancora sui social o esserlo in modo poco costante e strategico rappresenta un’occasione persa che in passato potevamo soltanto sognarci: la possibilità di creare un dialogo semplice, rapido, efficace, costruito ad hoc sul cittadino.</p>



<p>Che ci piaccia o no oggi Facebook è <strong>il principale motore di ricerca usato dagli utenti</strong>, ma non solo, è anche <strong>un’enorme banca dati in continuo aggiornamento</strong>. Avere la possibilità di segmentare il pubblico consegna alla PA uno strumento davvero prezioso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma cosa deve fare un comune per muovere i primi passi su Facebook?</h2>



<h4 class="wp-block-heading">1. Creare una pagina ufficiale</h4>



<p>Ci sono vari motivi per cui scegliere la pagina ufficiale per la propria presenza su questo social. Il primo è che le pagine sono verificate ovvero <strong>certificano l’autenticità di una fonte</strong> e in automatico migliorano il suo posizionamento.</p>



<p>La pagina ufficiale Facebook, a livello di organizzazione dei ruoli degli operatori che la gestiscono, è la soluzione migliore perché <strong>consente di creare profili diversi</strong> per ciascuna risorsa:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Amministratore: offre un accesso totale alla possibilità di apportare modifiche a una Pagina.</li><li>Editor: consente di fare tutto tranne la gestione dei ruoli nella Pagina e delle impostazioni.</li><li>Moderatore: può inviare messaggi e rispondere ai commenti a nome della Pagina.</li><li>Inserzionista: può solo creare inserzioni e visualizzare i dati statistici.</li><li>Analista: può solo vedere i dati statistici e chi ha pubblicato contenuti su una Pagina.</li><li>Responsabile delle offerte di lavoro: può pubblicare posizioni di lavoro aperte e gestire le candidature.</li></ul>



<p>La pagina ufficiale, inoltre, consente di <strong>programmare contenuti seguendo il proprio PED</strong> (piano editoriale), il calendario di contenuti che si redige mensilmente (o almeno così si dovrebbe fare) per toccare e approfondire tutti gli argomenti ritenuti importanti.</p>



<p>&nbsp;Infine creare una pagina ufficiale permette di <strong>essere conforme ai Termini di servizio</strong> del social media in questione e alle Linee guida per la Pubblica Amministrazione.</p>



<h4 class="wp-block-heading">2. Utilizzare i chatbot</h4>



<p>Non sono altro che <strong>risponditori automatici</strong> che possono sostenere conversazioni digitali e agevolare la comunicazione con il cittadino. L’utilizzo di chatbot è un vero toccasana per la PA perché consente di dare una tregua alla redazione nel caso di enti grandi oppure all’operatore preposto alla gestione dei social media al di fuori dell&#8217;orario lavorativo. </p>



<h4 class="wp-block-heading">3. Scegliere pochi ma buoni hashtag</h4>



<p>Utilizzare degli hashtag specifici, possibilmente pochi, serve <strong>a convogliare tutti i post sotto un argomento unico</strong> e a coinvolgere attivamente nuovi potenziali utenti interessati a quello specifico contenuto.</p>



<h4 class="wp-block-heading">4. Programmare delle inserzioni a pagamento</h4>



<p>Come qualsiasi altra “Azienda, organizzazione o istituzione” il comune può sponsorizzare dei contenuti per raggiungere uno degli obiettivi che ci mette a disposizione il Business Manager di Facebook:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Notorietà (notorietà del brand, copertura);</li><li>Considerazione (traffico, interazione, installazioni dell’app, visualizzazioni del video, generazioni di contatti, messaggi);</li><li>Conversione (conversioni, vendita dei prodotti del catalogo, traffico nel punto vendita).</li></ul>



<p>Certamente il nostro contenuto sponsorizzato ci permetterà di raggiungere pubblici nuovi oppure i nostri follower per cui siamo diventati invisibili da un po’.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa non fare nella gestione della pagina del proprio comune</h2>



<h4 class="wp-block-heading">1. Evitare la gestione alla carlona</h4>



<p>La pagina non può essere gestita da una persona qualsiasi, tantomeno dal primo che mette piede in comune. Ci sono professionisti che hanno studiato anni per imparare a creare contenuti e ad interagire con il pubblico nel giusto modo. Dunque è <strong>sconsigliato affidare questo prezioso ruolo a persone che non conoscono il mondo della comunicazione</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading">2. Non scrivere post eccessivamente lunghi e complicati</h4>



<p>Il nostro <strong>occhio non legge interamente i post</strong> ma scandaglia velocemente i contenuti, rimbalzando da un elemento all’altro e soffermandosi sugli elementi grafici e sugli incipit testuali. Inoltre è sempre consigliato comunicare in modo chiaro secondo quanto previsto dalla <a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/24-10-2005/direttiva-materia-di-semplificazione-del-linguaggio" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Direttiva in materia di semplificazione del linguaggio</a>.</p>



<h4 class="wp-block-heading">3. Preferire l’empatia</h4>



<p>Dare voce alla Pubblica Amministrazione non significa parlare in modo freddo e formale ma piuttosto <strong>avere la capacità di valutare il tono di voce</strong> da utilizzare in base alle situazioni. Non bisogna riportare tutto ciò che è scritto nel sito ufficiale dell’ente ma piuttosto rielaborarlo e, in caso di necessità, creare contenuti empatici in cui il cittadino si possa ritrovare e che dunque condivida con piacere con i propri contatti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">4. Individuare delle belle immagini</h4>



<p>Le grafiche a corredo del post devono essere ingaggianti. I contenuti preparati dall’ufficio stampa vanno rielaborati, non vanno pubblicati gli screenshot dei comunicati che risultano illeggibili e poco attraenti. È sicuramente meglio <strong>riassumere in poche righe</strong> le comunicazioni del sindaco su grafiche colorate per ottenere più interazioni.</p>



<p>Per concludere, oggi non possiamo immaginare un mondo senza i social media e non si tornerà indietro, anzi è molto probabile che il fenomeno in futuro si acuisca.</p>



<p>La Pubblica Amministrazione non può pensare di restare qualche passo indietro, deve recuperare il tempo perso e iniziare l’irrimandabile transizione verso l’uso di questi strumenti indispensabili. Dunque dopo aver aperto una pagina ufficiale con un nome facilmente identificabile (Comune di nomedelcomune) deve definire la strategia e il relativo piano editoriale, presidiare la pagina, ascoltare e rispondere alle richieste che provengono dai cittadini.</p>



<p>Con il tempo si creerà un rapporto di fiducia con la comunità davvero imprescindibile.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Se cerchi supporto e consulenza in questa transizione, <a href="https://pabli.it/contatti/">RACCONTACI LA TUA STORIA!</a>, se invece vuoi qualche consiglio segui la nostra nuova pagina instagram <a href="https://www.instagram.com/comunica.pa/">Comunica PA</a>.</h5>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando la comunicazione diventa una funzione pubblica</title>
		<link>https://pabli.it/comunicazione-funzione-pubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mariasole Vadalà]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2021 08:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[siti web]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://dev.pabli.it/?p=252</guid>

					<description><![CDATA[<p>Riconoscere l'importanza della comunicazione pubblica consente di ridurre le barriere e le distanze tra cittadini e istituzioni, garantendo possibilità di vicinanza e di dialogo.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <a href="https://www.camera.it/parlam/leggi/00150l.htm" data-type="URL" data-id="https://www.camera.it/parlam/leggi/00150l.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Legge 7 giugno 2000, n. 150</a>, &#8220;Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni&#8221; e il successivo regolamento attuativo (DPR n. 422/2001) forniscono per la prima volta una cornice normativa alla comunicazione pubblica, rifacendosi agli stessi principi che ispirano le riforme della PA: <strong>trasparenza ed efficacia amministrativa</strong>.</p>



<p>Vengono così individuate diverse strutture e figure professionali:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>L’<strong>Ufficio Relazioni con il Pubblico</strong> per la gestione delle attività di comunicazione;</li><li>L’<strong>ufficio stampa</strong> per le competenze relative alla comunicazione e divulgazione delle informazioni nei confronti dei media;</li><li>Il<strong> portavoce</strong> è la figura che supporta l’amministrazione pubblica nei rapporti di carattere politico-istituzionale con gli organi di informazione (motivo per cui per tutta la durata dell’incarico non può esercitare alcuna attività nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, della stampa e delle relazioni pubbliche).</li></ul>



<p>Tutta l’amministrazione comunica attraverso gli elementi che la costituiscono, secondo il <strong>piano di comunicazione</strong> che la Pa deve predisporre per raggiungere gli obiettivi di efficienza ed efficacia.</p>



<p>La comunicazione è dunque sia <strong>specialistica</strong>, gestita dai professionisti chiamati espressamente ad occuparsene, sia <strong>diffusa</strong> esercitata dai dipendenti che devono essere resi consapevoli della valenza comunicativa della propria attività.</p>



<p>Negli ultimi anni con le numerose riforme si è dunque delineato un <strong>nuovo modello di Pa</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>aperta</li><li>trasparente</li><li>partecipata</li><li>digitale</li></ul>



<p>Il cittadino non è più amministrato in chiave gerarchica ma soggetto attivo da coinvolgere costantemente e con cui <strong>rapportarsi su base paritaria</strong>. La Pubblica Amministrazione ha necessità di trovare l’interazione con l’amministrato e per farlo deve imparare a comunicare con lo stesso. Il cittadino può esercitare i suoi diritti anche grazie a questa nuova funzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali fattori ostacolano ancora la comunicazione pubblica in Italia?</h2>



<p>Ci sono diversi fattori che ritardano questa conversione necessaria:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>La scarsa cultura della comunicazione che permea le Pa;</li><li>La complessità del linguaggio adottato: dal politichese al burocratese;</li><li>La complessità e le lungaggini che ancora caratterizzano le procedure amministrative;</li><li>La scarsità di risorse finanziarie e umane.</li></ul>



<p>Serve un <strong>passaggio culturale e organizzativo</strong> che spesso non è allineato all’attuale sistema della pubblica amministrazione.</p>



<p>Anche se è doveroso sottolineare quanto il 2020 abbia cambiato le modalità di lavoro del comunicatore pubblico, aprendo le amministrazioni pubbliche a nuove esperienze che hanno ridotto le distanze dalla rivoluzione che è in atto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I siti istituzionali</h2>



<p>La comunicazione istituzionale online è prevista dalla Legge 150 del 2000 e negli ultimi anni i siti web sono diventati il <strong>principale front office dell’ente</strong>.</p>



<p>Il Codice dell’Amministrazione Digitale è un testo unico che riunisce e organizza le norme riguardanti l’informatizzazione della Pubblica Amministrazione nei rapporti con i cittadini e le imprese. Il Cad stabilisce <strong>l’obbligo per le Pa di strutturare siti istituzionali</strong> che rispettino le seguenti caratteristiche:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Accessibilità</li><li>Elevata usabilità e reperibilità anche da parte delle persone disabili;</li><li>Completezza di informazione;</li><li>Chiarezza di linguaggio;</li><li>Affidabilità;</li><li>Semplicità di consultazione;</li><li>Qualità, omogeneità e interoperabilità.</li></ul>



<p>Al fine di adempiere agli obblighi previsti è stata anche <strong>inserita l’Amministrazione trasparente</strong> per rendere possibile il controllo diffuso delle attività pubbliche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I social media</h2>



<p>Questi strumenti di nascita recente hanno cambiato le sorti della comunicazione istituzionale, inserendola in una dimensione nuova: <strong>in tempo reale, interattiva ed economica</strong>. Sono velocemente diventati un mezzo di informazione, di scambio e di formazione delle opinioni.</p>



<p>È bene sottolineare che non esiste un obbligo normativo sull’utilizzo dei social media da parte delle pubbliche amministrazioni, ma il loro utilizzo è di fondamentale importanza per realizzare e garantire trasparenza.</p>



<p>Se i social media vengono utilizzati correttamente da professionisti che conoscono i linguaggi e gli strumenti, con essi prende forma <strong>l’amministrazione aperta, collaborativa e partecipata</strong> in continuo dialogo con i suoi cittadini.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Offriamo <a href="https://pabli.it/settore/comunicazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">diversi servizi</a> in questo settore, contattaci!</h5>
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