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Come redigere il bando per i contributi ai comuni delle aree interne 2021?

Alcuni spunti di riflessione che riteniamo utili per la redazione del bando utile all’assegnazione dei contributi ai comuni delle aree interne 2021.

Mariasole Vadalà

21 Settembre 2021

Sebbene diversi enti siano ancora alle prese con il bando 2020, i tempi sono maturi per la redazione del bando per i contributi ai comuni delle aree interne 2021.

Negli scorsi mesi abbiamo approfondito l’argomento sul nostro blog:

Di seguito riportiamo un elenco di note, frutto dell’analisi di quanto messo in pratica dagli enti nel corso di quest’anno e delle conseguenti criticità riscontrate. Per approfondire la questione rimandiamo all’articolo Contributi aree interne 2021: come redigere il bando? pubblicato su Lentepubblica.

Associazioni culturali e sportive non rientrano tra i soggetti beneficiari

Devono essere piccole e micro imprese, già esistenti o in corso di avviamento, che svolgono attività economiche, artigianali o commerciali, con un’unità operativa ubicata all’interno del territorio comunale e regolarmente costituite e iscritte al registro delle imprese.

Fondamentale quindi l’iscrizione al registro imprese e la natura commerciale e artigianale dell’attività svolta. Per questo le associazioni ricreative o culturali e sportive non possono essere ammesse alla concessione del contributo.

Le imprese agricole possono essere destinatarie dei contributi solo in caso di svolgimento di attività di natura commerciale connesse all’attività agricola. Questo requisito deve essere indicato nel bando.

Attenzione al tetto massimo del contributo per ogni beneficiario

Il fondo è stato istituito per finanziare le spese effettivamente sostenute dalle imprese, suddivise tra spese di gestione e spese di investimento.

È dunque giusto prevedere l’erogazione di un contributo che possa finanziare, anche fino al 100%, a seconda della disponibilità dell’ente, le spese sostenute dalla singola impresa nell’anno di riferimento, purché rientranti tra quelle ammesse dall’art. 4 del DPCM Aree Interne 24 settembre 2020.

Occhio alla possibilità di mettere un tetto massimo al contributo di ogni singolo beneficiario: si rischia (ed è capitato) di non riuscire a erogare un contributo totale pari a quello stanziato dal Ministero. In questo caso viene revocata la quota di contributo non utilizzato con la conseguente impossibilità di ricevere i fondi per l’anno successivo.

Indicare il Regolamento UE 1407/2013

Nel bando consigliamo vivamente di riportare tra le normative di riferimento anche il Regolamento UE 1407/2013, in cui sono definiti gli aiuti de minimis e stabiliti i relativi massimali e le modalità di verifica.

Nella successiva istruttoria per l’assegnazione dei contributi si provvede con le verifiche sul Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, che prevede l’elaborazione delle visure de minimis e delle visure Deggendorf per certificare l’effettiva possibilità di concedere il contributo ai soggetti che hanno presentato domanda.

I contributi aree interne sono soggetti a ritenuta IRPEF 4%

Inizialmente si tendeva a non considerare soggetti a ritenuta IRPEF del 4% i contributi ai comuni delle aree interne in quanto connessi all’emergenza sanitaria COVID19.

L’Agenzia per la coesione territoriale, con le FAQ del DPCM 24 settembre 2020, ha chiarito che:

Ai sensi dell’art. 28, comma 2, del Dpr 29 settembre 1973 n° 600, le Regioni, le Province, i Comuni, gli altri enti pubblici e privati devono operare una ritenuta del 4% con obbligo di rivalsa sull’ammontare dei contributi corrisposti alle imprese, esclusi quelli per l’acquisto di beni strumentali.

Consigliamo di riportare nel bando che, a seconda della tipologia di spesa finanziata, il comune potrà applicare la ritenuta IRPEF del 4% sull’importo del contributo concesso.

Non indicare il DURC tra i requisiti del bando

In caso di irregolarità del DURC del soggetto beneficiario si applica la disciplina dell’intervento sostitutivo. Sebbene dunque sia obbligatorio richiedere il DURC per l’accesso al contributo, la sua regolarità non deve essere richiesta nel bando come requisito.

Nel corso del 2021 abbiamo affiancato oltre 50 enti nella gestione e nella stesura del bando per l’assegnazione dei contributi ai comuni delle aree interne. Per richiedere un preventivo per questo servizio scrivi a info@pabli.it oppure compila il nostro form!

Mariasole Vadalà

21 Settembre 2021

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